tradizioni salento

San Cataldo la riserva naturale delle Cesine

San Cataldo è stato da sempre considerata la spiaggia dei leccesi, il tratto di costa che da brindisi si estende fino a Otranto, fu sempre una zona estremamente repulsiva e malarica, a causa delle presenza di numerose paludi che, qui più che altrove, si addensavano. Tutta la fascia costiera e una buona porzione delle zone interne, erano occupate da una serie di stagni e paludi intercomunicanti, alcuni dei quali si prosciugavano solo nel periodo estive.

Erano separati dal mare dal un lungo cordolo di dune sabbiose, frutto dell’incessante lavorio dei venti, interrotto qua e là da piccoli passaggi acquitrinosi comunicanti con il mare.

Molti sono i documenti antichi che testimoniano la presenza di ampie zone abbandonate a causa della impossibilità di qualsiasi forma di coltivazione e di ampie zone abbandonate a causa della impossibilità di qualsiasi forma di coltivazione e di allevamento.

Non a caso tutta la fascia costiera a cui ci riferiamo è priva di torri di avvistamento che furono innalzate, ovunque nel Salento, per difendersi dalle incursioni turche. Evidentemente la presenza delle paludi costituiva di per sé una barriera difensiva contro il nemico proveniente dal mare, Spiagge Salento.